
Il Consorzio
Attraverso un’assidua promozione e divulgazione, mediante diverse iniziative di comunicazione e marketing, il Consorzio si impegna con dedizione a far conoscere ed apprezzare il vino Bivongi Doc in tutte le sue declinazioni.
Il Consorzio programma i tempi della crescita e di tutte le azioni necessarie alla corretta gestione della denominazione, in funzione delle esigenze della produzione e del mercato.
Nell’interesse dei produttori e a garanzia dei consumatori, il Consorzio attua azioni di vigilanza in ogni fase di produzione e commercializzazione del prodotto.
Il lavoro del Consorzio e dei produttori garantisce la massima trasparenza della produzione e del mercato del Bivongi Doc. Questo significa che ogni giorno diverse figure professionali operano per l’organizzazione di eventi, la costruzione di buoni rapporti istituzionali, la tutela dalle frodi e la comunicazione digitale.
La missione del Consorzio
Nel 2018 nasce il Consorzio DOC Bivongi, dalla volontà delle aziende di cooperare per tutelare e promuovere il patrimonio vitivinicolo del territorio.
Nel marzo 2021 il Consorzio viene ufficialmente riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e autorizzato a operare erga omnes, con l’obiettivo di contribuire alla regolamentazione e alla qualità della produzione e di garantire maggiore trasparenza anche nei confronti delle aziende non consorziate.
Il Consorzio abbraccia un territorio di grande tradizione vitivinicola, che risale ai tempi della Magna Grecia quando le influenze elleniche erano molto forti lungo le coste ioniche calabresi, fino ad ispirare la vita e la cultura delle popolazioni locali.
Tra le pratiche importate dai greci ci furono anche quelle legate alla coltivazione della vite e alla trasformazione in vino, considerato uno dei migliori di tutto il Mediterraneo.
Lungo il corso della storia altre culture hanno affinato la capacità di produrre vino attorno a Bivongi, primi tra tutti i monaci Basiliani che, per sfuggire alle persecuzioni, si ritirarono a vivere nell’entroterra portando le loro conoscenze nell’ambito agricolo e enogastronomico. L’influenza greca, però, è quella che maggiormente ha condizionato l’evoluzione della società locale, tanto che nei paesi intorno a Bivongi tuttora si mantengono riti religiosi e culturali di emanazione ellenica e la stessa lingua greca viene parlata correntemente tra gli anziani del posto.
Oggi il Consorzio è il punto di riferimento per le attività di tutela, valorizzazione, informazione e promozione della denominazione.
01
Tutela e valorizzazione
La tutela e la valorizzazione della produzione Bivongi DOC sono i pilastri dell’attività del Consorzio.
Il Consorzio svolge attività di tutela, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione, sia nel territorio locale sia in Italia e all’estero.
02
Promozione e crescita
Attraverso iniziative di comunicazione e marketing, il Consorzio fa conoscere e apprezzare il vino Bivongi DOC in tutte le sue declinazioni. Programma inoltre le azioni necessarie alla corretta gestione della denominazione, in funzione delle esigenze della produzione e del mercato.
03
Garanzia e trasparenza
Nell’interesse dei produttori e a garanzia dei consumatori, il Consorzio vigila su ogni fase della produzione e della commercializzazione. Il lavoro quotidiano comprende l’organizzazione di eventi, i rapporti istituzionali, la tutela dalle frodi e la comunicazione digitale.
Il disciplinare
Il disciplinare consente inoltre l’utilizzo, entro i limiti stabiliti, di altri vitigni a bacca nera autorizzati per la Calabria, insieme a una presenza di vitigni a bacca bianca. Questa articolazione contribuisce alla ricchezza e alla varietà delle espressioni del Bivongi Rosso e Rosato.
Per il Bivongi Bianco trovano spazio Greco bianco, Guardavalle e Mantonico bianco, insieme a Malvasia bianca e Ansonica. Anche in questo caso il disciplinare stabilisce precise proporzioni tra i gruppi di vitigni e consente l’impiego di altri vitigni a bacca bianca autorizzati, secondo le percentuali previste.
È proprio questa varietà a permettere al Bivongi di esprimersi attraverso vini diversi, nei quali ogni cantina può valorizzare le caratteristiche dei vitigni utilizzati e interpretare in modo personale il rapporto tra uva, territorio e vinificazione.
Il disciplinare non definisce, quindi, un unico profilo sensoriale del Bivongi, ma stabilisce l’identità e i confini della denominazione, tutelando il legame tra i vini e l’area di produzione. All’interno di queste regole, la varietà dei vitigni e delle tecniche di vinificazione lascia spazio a interpretazioni differenti, accomunate dall’origine nella Calabria ionica.
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