Il disciplinare
Il disciplinare consente inoltre l’utilizzo, entro i limiti stabiliti, di altri vitigni a bacca nera autorizzati per la Calabria, insieme a una presenza di vitigni a bacca bianca. Questa articolazione contribuisce alla ricchezza e alla varietà delle espressioni del Bivongi Rosso e Rosato.
Per il Bivongi Bianco trovano spazio Greco bianco, Guardavalle e Mantonico bianco, insieme a Malvasia bianca e Ansonica. Anche in questo caso il disciplinare stabilisce precise proporzioni tra i gruppi di vitigni e consente l’impiego di altri vitigni a bacca bianca autorizzati, secondo le percentuali previste.
È proprio questa varietà a permettere al Bivongi di esprimersi attraverso vini diversi, nei quali ogni cantina può valorizzare le caratteristiche dei vitigni utilizzati e interpretare in modo personale il rapporto tra uva, territorio e vinificazione.
Il disciplinare non definisce, quindi, un unico profilo sensoriale del Bivongi, ma stabilisce l’identità e i confini della denominazione, tutelando il legame tra i vini e l’area di produzione. All’interno di queste regole, la varietà dei vitigni e delle tecniche di vinificazione lascia spazio a interpretazioni differenti, accomunate dall’origine nella Calabria ionica.