Cos’è una DOC
La Denominazione di Origine Controllata identifica vini prodotti secondo precise regole e provenienti da una determinata area geografica. Nel caso del Bivongi, il disciplinare stabilisce la zona di produzione, le varietà di uve utilizzabili e le relative percentuali, le tipologie di vino e alcune caratteristiche produttive.
La DOC rappresenta uno strumento di tutela dell’identità del vino e del suo legame con il territorio. Il Bivongi è stato riconosciuto DOC nel giugno del 1996.
Le tipologie del Bivongi DOC
La denominazione comprende cinque tipologie: Bivongi Rosso, Bivongi Rosato, Bivongi Bianco, Bivongi Rosso Novello e Bivongi Rosso Riserva. Le prime tre rappresentano le principali tipologie previste dalla denominazione; Novello e Riserva sono ulteriori interpretazioni del Bivongi Rosso.
Bivongi rosso
Il Bivongi Rosso nasce dall’assemblaggio di diverse varietà a bacca rossa. Il disciplinare prevede Gaglioppo e/o Greco Nero in una percentuale compresa tra il 30% e il 50%, e Nocera, Calabrese e/o Castiglione nella stessa fascia percentuale.
Possono inoltre concorrere, entro i limiti previsti dal disciplinare, altre uve a bacca nera e a bacca bianca provenienti da vitigni idonei alla coltivazione in Calabria. Questa struttura ampelografica permette al produttore di realizzare vini differenti. Il Bivongi Rosso può presentare un colore rubino con possibili sfumature granato, intense note fruttate, armonia, buona struttura, tannini equilibrati e vivace freschezza.
Non è però possibile individuare un unico profilo sensoriale valido per tutti i vini Bivongi Rosso. La ragione è proprio nella varietà delle uve autorizzate e nella diversificazione delle tecniche di vinificazione. Ogni cantina può quindi dare vita a un’espressione diversa della denominazione.
La base comune rimane il territorio.
Bivongi rosato
Il Bivongi Rosato appartiene alla stessa area ampelografica del Bivongi Rosso. Anche in questo caso il disciplinare prevede l’impiego delle principali varietà a bacca rossa della denominazione: Gaglioppo, Greco Nero, Nocera, Calabrese e Castiglione, secondo le percentuali stabilite dal disciplinare.
Il carattere del vino può quindi variare in funzione delle uve utilizzate e delle scelte produttive. Il Rosato permette di esprimere la personalità delle uve rosse del territorio in una versione più fresca e immediata.
Bivongi bianco
Il Bivongi Bianco nasce da un patrimonio varietale differente. Il disciplinare prevede Greco Bianco, Guardavalle e Mantonico Bianco, da soli o congiuntamente, in una percentuale compresa tra il 30% e il 50%; prevede inoltre Malvasia Bianca e Ansonica, da sole o congiuntamente, nella stessa fascia percentuale.
Possono concorrere altre uve a bacca bianca previste dal disciplinare, fino alla percentuale consentita. Il risultato è un vino nel quale il patrimonio dei vitigni bianchi della Calabria ionica può esprimersi attraverso differenti combinazioni.
Il Bivongi bianco e la sua identità
Tra le varietà più rappresentative troviamo il Guardavalle e il Mantonico. Il Guardavalle, se vinificato in purezza, presenta queste caratteristiche: colore giallo paglierino, riflessi verdognoli, intensità olfattiva, note agrumate, sentori di litchi, sapidità, freschezza e persistenza.
La vicinanza al mare contribuisce alla percezione della componente sapida. Il Mantonico presenta invece un’importante componente di acidità ed è legato anche alla tradizione dell’appassimento delle uve.
Bivongi rosso novello
Il disciplinare permette di produrre il Bivongi Rosso anche nella tipologia Novello. Il Novello rappresenta una diversa interpretazione del Bivongi Rosso, legata alle modalità e ai tempi di produzione previsti per questa tipologia. È importante distinguere la tipologia Novello dalla semplice idea di “vino giovane”: si tratta di una specifica categoria produttiva prevista dal disciplinare.
Bivongi rosso riserva
Il Bivongi Rosso può essere prodotto anche nella tipologia Riserva. Anche in questo caso si tratta di una specifica tipologia prevista dal disciplinare. La Riserva rappresenta un’espressione del Bivongi Rosso destinata a un percorso evolutivo differente rispetto alle versioni più giovani.
Inoltre, se due bottiglie riportano entrambe la denominazione Bivongi DOC, non significa necessariamente che abbiano lo stesso profilo aromatico e gustativo. Ne deriva una pluralità di espressioni. Il vitigno utilizzato può diventare, quindi, un elemento fondamentale dell’identità della singola etichetta.
Il ruolo del blend
Il termine blend indica l’assemblaggio di più varietà. Nel Bivongi, questa pratica assume particolare importanza. Il Rosso può infatti essere ottenuto attraverso l’incontro di diversi vitigni tradizionalmente presenti nel territorio.
Il blend permette di combinare caratteristiche differenti, come struttura, freschezza, componente aromatica, tannino, intensità ed equilibrio. Non esiste necessariamente un vitigno “protagonista assoluto”: l’identità può nascere proprio dalla combinazione delle diverse componenti.
Il vino come espressione del territorio
La varietà delle tipologie non cancella l’identità comune. Al contrario, permette di osservare il territorio da prospettive differenti. Un Bivongi Rosso può mettere in evidenza la componente fruttata e tannica delle uve rosse.
Un Bivongi Bianco può valorizzare freschezza, sapidità e caratteristiche aromatiche delle varietà bianche. Il Rosato può offrire una lettura più immediata delle uve rosse. Novello e Riserva rappresentano invece differenti modalità di interpretazione del Rosso.
Una scheda rapida delle tipologie
| Tipologia | Principali uve | Elementi distintivi |
|---|---|---|
| Bivongi Rosso | Gaglioppo, Greco Nero, Nocera, Calabrese, Castiglione | Frutto, struttura, tannino, freschezza |
| Bivongi Rosato | Principali uve rosse previste | Espressione più fresca e immediata |
| Bivongi Bianco | Greco Bianco, Guardavalle, Mantonico, Malvasia, Ansonica | Freschezza, sapidità, componente aromatica |
| Bivongi Rosso Novello | Uve previste per il Rosso | Interpretazione giovane della tipologia |
| Bivongi Rosso Riserva | Uve previste per il Rosso | Interpretazione evolutiva del Rosso |
